Costruttore, campione, simbolo del Lario: Tullio Abbate

Quando nasci sulle sponde del Lario, il lago ti entra nelle ossa e non puoi fare a meno di seguirne il richiamo. Un legame indissolubile, che si manifesta con ancora più potenza se fai parte di una famiglia che dedica al lago la propria passione e il proprio lavoro quotidiano. Proprio come nel caso di Tullio Abbate.

L’innovazione di Guido Abbate: le barche a motore

Nato a Mezzegra – in Tremezzina – nel 1944, Tullio Abbate è abituato fin da subito a solcare le acque calme del Lago di Como: la famiglia infatti, a partire dai bisnonni, si è sempre dedicata alla costruzione di imbarcazioni per trasporto merci, barche a remi e barche a vela ed il padre, Guido Abbate, è stato il fondatore del Cantiere di Portezza. Da sempre al suo fianco, Tullio ha assisto all’innovazione portata in campo dal padre: dedicarsi alla nautica inserendo i motori sulle imbarcazioni e realizzando modelli esteticamente di grande impatto visivo, veloci e prestanti.

Un passo verso il futuro che ha permesso a Guido Abbate, costruttore e pilota, di conquistare nel 1946 la prima medaglia d’oro della Federazione Italiana Motonautica grazie al “Pamblo”, un motoscafo dotato di 80cv in grado di raggiungere gli 80 km/h. Una prima – fondamentale – vittoria, che fornisce a Guido lo spunto per un’intuizione: provare a montare il motore della auto sportive sulle sue imbarcazioni. Idea che si concretizza nel motoscafo “Laura”, il quale viene dotato del motore dell’Alfa Romeo Fangio, con cui il pilota Mario Verga riesce a battere il record mondiale raggiungendo i 226 km/h.

Le vittorie degli Abbate, campioni indiscussi sul Lago

Un’illuminazione, quella di aggiungere alle imbarcazioni motori destinati al mondo dell’automotive, che porterà fortuna alla famiglia Abbate: Guido Abbate sarà infatti vincitore per tre anni consecutivi della famosissima “Centomiglia del Lario” e Tullio Abbate, seguendo le sue orme e guidando le sue imbarcazioni, si aggiudicherà la medesima gara per ben undici volte. E non finisce qui: la bravura di Tullio come pilota, combinata alle straordinarie prestazioni delle imbarcazioni di famiglia, lo porteranno a stabilire nuovi record mondiali di velocità e a trionfare in innumerevoli competizioni europee e mondiali.

Vetroresina al posto del legno: nasce il Cantiere Tullio Abbate

Oltre ad essere un pilota provetto, Tullio è anche un abile costruttore: lavora attivamente in cantiere e si occupa personalmente della realizzazione delle imbarcazioni. Una duplicità che lo porta ad avere un occhio di riguardo nei confronti dei materiali utilizzati: comincia infatti a cercare materie prime che possano combinare resistenza e leggerezza e trova la risposta nel vetroresina (che negli anni ’60 – ’70 era in voga nelle imbarcazioni americane). La volontà di abbandonare il legno apre però una frattura tra Tullio e il padre, che si concretizza nella scelta del primo di aprire un nuovo cantiere – proprio di fronte a quello di famiglia – in cui dedicarsi alla costruzione di motoscafi in vetroresina.

Offshore e Formula 1: un legame indissolubile

L’amore per la velocità porta anche Tullio ad avvicinarsi al mondo della Formula 1 e dei suoi piloti, con cui oltre alla passione per l’”andare forte” condivide l’interesse per i motori e la voglia di mettere mano in prima persona alle realizzazioni. Questo fa sì che Tullio riesca a montare sui suoi motoscafi motori Ferrari, Lamborghini e Porsche e che alcuni dei migliori piloti di Formula 1 diventino prima clienti di Tullio e poi amici intimi. È il caso, ad esempio, di Gilles Villeneuve che fece recapitare presso il suo cantiere due motori Ford da 700 cavalli e – sporcandosi le mani insieme a Tullio Abbate – diede vita all’entrobordo “No Problem”. Ad un altro campione e amico intimo, Ayrton Senna, Tullio dedicò la barca da regata “Senna 42 Evolution”, in grado di raggiungere i 75 nodi di velocità. Ma le star che hanno voluto una Tullio Abbate non finiscono qui: ricordiamo Schumacher, Piquet, Rosberg, Maradona, Prost, Mancini, Vialli, Stefano Casiraghi, Sylvester Stallone e Madonna. Un parterre di tutto rispetto, che esemplifica il successo ottenuto dai motoscafi firmati Tullio Abbate.

I motoscafi di Tullio Abbate, emblema del lifestyle del Lario

Negli anni, il cantiere ha dato alla luce circa 9.000 barche tutte leggere e veloci ma, allo stesso tempo, solide e sicure da utilizzare. Tra tutti i modelli realizzati, uno è quello che Tullio Abbate ha dichiarato di portare nel cuore: “Sea Star”, il primo motoscafo del 1969. Da oltre cinquant’anni le imbarcazioni Tullio Abbate sono sinonimo di esclusività, personalizzazione, alta tecnologia e velocità; tra gli altri, ricordiamo come modelli di punta “Mito 23”, “Sunshine 30”, “Soleil 42”, “Villa d’Este”, “Elite 27” e le più recenti evoluzioni della tecnologia Tullio Abbate come il “Flash 755” e il “Weekender 52”. Tutti progettati, realizzati e testati sulle acque del lago di Como!

Sulle rive del Lario la tradizione della famiglia Abbate continua tutt’oggi, nonostante la scomparsa nel 2020 di Tullio Abbate: una perdita che ha segnato nel profondo la popolazione del Lago di Como, fortemente legato alla sua figura.  Basta fermarsi ad osservare il lago nelle giornate più limpide per veder sfrecciare le Tullio Abbate da Menaggio fino a Como!

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